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è uscito il nuovo numero del Giornale di Castelnuovo

on 13 febbraio 2013 in Il Giornale di Castelnuovo

il nostro articolo del numero passato:

questo articolo vuole onorare la memoria dei tanti dispersi in Russia 

 

Ultime lettere dal fronte Russo

La partecipazione del contingente Italiano all’operazione “Barbarossa”, quella che avrebbe dovuto garantire “lo spazio vitale a oriente” alla Germania nazista, ha lasciato una ferita insanabile in  molte famiglie della nostra Valle. La passività dimostrata dall’Armata Rossa nel difendere i propri confini, la rapida avanzata dell’esercito tedesco nello sconfinato territorio russo, spinse Mussolini, convinto, come già accaduto agli inizi della guerra con la Francia, in una rapida capitolazione, a fare pressione sull’alleato germanico.  Questo, affinché anche all’Italia fosse concesso di prendere parte alla campagna di Russia. Ciò gli avrebbe permesso di sedere da vincitore al tavolo della pace e di riacquistare quella credibilità interna che gli eventi bellici stavano minando. Tra gli Alpini dell’A.R.M.I.R., il contingente  destinato al fronte russo, molti provenivano dalla Valle del Serchio, storicamente  uno dei bacini principali di reclutamento. Nella lettera che segue, scritta alla madre, da Rino Daprato di Barga, si intuisce come i vertici militari avessero sottovalutato la presumibile reazione russa.

P:M: 3-10-42

Cara Mamma

Vengo a scrivere queste poche righe per farvi sapere che stò bene  cosi vivo con la speranza che sia di voi tutti Mamma quando mi scrivete mi farete sapere come va con la stagione quà posso dirvi che fà sempre delle belle giornate cosi spero che sia li cosi potete staccare l’uva bene sensa  pioggia che o sentito su le vostre lettere dove mi dicevate che faceva del bel tempo cosi spero che venga bono anche il vino Mamma ti faccio sapere che per il momento si trovamo fermi e qui si sta assai bene però abbiamo fatto circa 100 chilometri a piedi e o veduti molti posti cara Mamma vi faccio sapere che ora stiamo facendo delle baracche per questo inverno e spero di passare questi pochi mesi meglio che in Albania perche si troviamo piu al corente di tutto Mamma questa volta non prolungo di piu riceverete tanti saluti in famiglia ma i piu cari li riceverete voi da vostro figlio Daprato Rino     

I cento chilometri a piedi per raggiungere la zona operativa, indice della mancanza di collegamenti diretti con la linea del fronte, avevano per conseguenza la carenza di approvvigionamenti costanti di armamenti, vestiari e viveri. I Russi, attuarono di fatto, la stessa tattica con cui un secolo prima avevano decimato l’invincibile armata di Napoleone. Il loro ripiegamento, fin quasi alle porte di Mosca, allungò in modo significativo le linee dei rifornimenti dell’esercito invasore, il quale, illuso da una repentina fine delle ostilità, non ritenne prioritario questo aspetto. Ancora una volta, il maggiore alleato dei difensori fu il “Generale Inverno”, l’implacabile freddo di quelle latitudini.

La strategia di guerra dell’esercito nipponico, alleato dei Nazi-Fascisti, rivolta esclusivamente verso una espansione nel sud del Pacifico, scongiurò, di fatto, per la Russia, l’apertura di un  secondo fronte a oriente. Fu dunque possibile pianificare il contrattacco con tutte quelle truppe che, in un primo momento, vi erano state destinate. Intanto l’esercito assediante, illuso che solo con il ritorno della bella stagione sarebbero ripresi gli scontri su larga scala, seppur tra mille difficoltà e privazioni,  si preparava ad affrontare il temibile inverno russo. Una della maggiori preoccupazioni dei militari era rassicurare le proprie famiglie dello stato delle cose, forse anche  per una forma di auto convincimento, mentre, nei paesi natii, le notizie che riuscivano ad eludere la censura raccontavano ben altro.

Posta M: 29-11-42

Cara Mamma

Vengo a rende risposta alla vostra cara lettera dove con piacere sento che godete buona salute cosi posso dirvi che segue pure di me cara Mamma sento nella vostra lettera che mio fratello a passato la visita e lo anno preso questo mi dispiace ma ce poco da farci e un debito che tutti bisogna pagarlo Mamma in quanto mi dite se o bisogno di roba che chiedi che siete pronta a spedire ma per ora quello che volevo ho chiesto tutto solo quando mi scrivete mettete dentro delle cartine per sigarette perche qua bisogna fumare carta da lettera Mamma sento che pensate molto che soffri molto freddo ma in quanto a quello non pensate perche qui abbiamo una stuffa che forse a casa non lo mai vista riscalda la stanza come un forno in quanto sento che non credete a quello che vi conto e quasi da non crederci e pure e vero cercate di non pensare piu a certe cose altro non resto a dirvi che salutate tutti i vicini e parenti ma i piu cari saluti e baci li riceverete voi tutti in famiglia da me vostro figlio Daprato Rino e in piu augurandovi le bone feste a tutti e bon capo danno e bon principio di nuovo vi saluto

ciao  

L’inizio della controffensiva russa segnerà per sempre il destino di molti nostri concittadini. Le battaglie  e la ritirata del gennaio 1943, con i numerosi dispersi, priveranno per sempre molte famiglie della possibilità di piangere i propri cari sulla loro tomba. Questa l’ultima lettera di Rino alla madre, l’ultimo ricordo del figlio in vita.

 

P: M: 9-12-42

Cara Mamma

Vengo con queste poche righe per farvi sapere il mio bene stare di salute e cosi voglio sperare che sia di voi tutti in famiglia cara Mamma vengo ancora con questo mio scritto in tanto per essere sempre incomunicazzioni con voi e per dirvi che ancora il pacco non sie ancora visto spero che prima di Natale lo possa avere cosi potrò passare meglio le feste fumando qualche sigaretta speriamo che non sia andato perso perche mi dispiacerebbe avere fatto la spesa inutile Mamma inquanto a me non ci pensate che sto molto bene forse meglio di quanto immaginate noi qua si mangia e si dorme specie ora che fà una brutta stagione non facciamo che poco lavoro se non ci fosse il pensiero di casa starei molto bene solo che penso a voi che sono certo che soffrite tanto perme pensando che faccia una brutta vita mentre vengo a dirvi la mia verità che non mi sono mai ritrovato bene come ora Mamma termino di scrivere salutando tutti gli amici e parenti e inpiu vengo augurarvi le bone feste e bona fine e bon principio a tutti voi in famiglia da me vostro figlio Daprato Rino

I pochi sopravvissuti che fecero ritorno, alcuni dei quali dopo un lungo migrare a piedi, raccontarono la speranza, il lato umano di ogni sporca guerra, fatto di generosità e eroismo, ma soprattutto del fondamentale sostegno ricevuto dalle popolazioni locali. Lo stravolgersi del quadro bellico, con la Germania che da alleato diventava oppressore, costrinse i reduci, una volta ripudiata la lotta armata,  a una vita da imboscati, nascosti in qualche legnaia o fienile, per sfuggire ai rastrellamenti e alle deportazioni. Il destino volle, che quella guerra, che avevano in qualche modo fuggito, li seguisse nei loro paesi fagocitati dalla Linea Gotica. 

Terminato il conflitto mondiale, ebbe inizio la dolorosa ricerca di notizie dei dispersi, molti dei quali lo sono tutt’oggi.

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