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il Giornale di Castelnuovo

on 18 novembre 2012 in Il Giornale di Castelnuovo

NELLE EDICOLE E’ DISPONIBILE IL NUOVO NUMERO DEL GIORNALE DI CASTELNUOVO.

COME AL SOLITO PUBBLICHIAMO IL NOSTRO  ARTICOLO  DEL MESE PASSATO.

IL GIORNALE E’  CONSULTABILE ANCHE IN FORMA WEB ALL’INDIRIZZO:

http://www.ilgiornaledicastelnuovo.it/Giornale/Cartaceo.aspx

Bernardo Santini

Bernardo Santini nacque a Castiglione l’otto settembre 1822.

Laureato giovanissimo in ingegneria presso l’Università di Bologna, nel 1861, prese servizio nel Genio Civile e dopo pochi anni ottenne la promozione a Ingegnere capo del Genio Civile di Lucca.

Per la sua competenza ricevette importanti incarichi direttamente dal Ministro dei Lavori Pubblici, e, nel 1866, la nomina a segretario della Commissione Italiana per l’apertura del canale di Suez. Ma è al progetto di un’Italia unica e libera, a cui si dedicò con maggiore abnegazione, in concorso con gli altri componenti della  famiglia Santini.  Fu uno dei dirigenti del partito Nazionale in Garfagnana e, a causa delle sue idee rivoluzionarie, trascorse alcuni anni in prigione a Modena con l’accusa di cospirazione contro il Duca Estense. Nel 1859, nominato dal Governo Provvisorio, fu il primo Sindaco del Comune libero di Castiglione. In campo sentimentale, il matrimonio con Antonietta Niccoli di Barga, rafforzerà, con legami di stretta parentela, i rapporti  tra alcune delle maggiori figure del Risorgimento Italiano, locali e non solo. I Niccoli erano infatti parenti stretti della famiglia Mordini e del  Senatore Antonio, uomo di fiducia di Giuseppe Garibaldi, dal quale aveva ricevuto l’incarico di Prodittatore delle Sicilia, al fine di preparare l’annessione dell’ex Regno Borbonico al Regno d’Italia. Inoltre, cognato di Antonietta era l’Avvocato Salvo Salvi, volontario Garibaldino nella campagna del 1866, per anni Sindaco di Barga, apostrofato da Giovanni Pascoli come “l’uomo giusto di Barga”. Oltre al corredo, consuetudine di tutti i matrimoni, la trascrizione notarile che segue, ci introduce agli accordi intercorsi tra famiglie altolocate per la costituzione di una cospicua dote in denaro a carico delle future spose a cui però il ricevente doveva corrispondere valide garanzie. Nella fattispecie, l’Ing. Santini, concede ipoteca sui propri beni, presenti e futuri, e suo padre, sulla quota di eredità spettante al figlio, a garanzia della riuscita del matrimonio e di un adeguato tenore di vita alla futura sposa.

ESTRATTO PER USO IPOTECARIO SANTINI-NICCOLI

 

Certificasi da me infrascritto Notaro Regio residente in Barga che sotto di trenta settembre milleottosessantuno  mi rogai di un pubblico istrumento di sponsali e costituzione di dote registrato a Barga li cinque ottobre successivo, e passato tra i Signori Ill.mo Dott. Bernardo del vivente Giovan Battista Santini Ingegnere e Regio impiegato domiciliati a Castelnuovo, provincia di Garfagnana. Capitano Antonio figlio del detto Dott. Gio. Battista  Santini benestante, domiciliato a Castiglione della stessa Provincia, come mandatario del di lui Padre in ordine ad atto di procura in brevetto del di ventisei settembre milleottosessantuno  rogato dal Notaro Giuseppe Mignani e registrato a Barga il di 30 di quel mese. L’Ill.mo Sig. Dott. Cosimo del Sig. Camillo Niccoli, la Nobile Sig.ra Elena Adelaide del fu Cav. Andrea Torsi di lui moglie, e la Sig.na Antonietta Niccoli loro figlia, possidenti, domiciliati a Barga. È mediante il succitato istrumento i Sig.ri Dott. Cosimo Niccoli ed Elena Torsi costituirono alla nominata loro figlia Antonietta a causa del Matrimonio da contrarsi col prelodato Sig. Dott. Bernardo Santini e a titolo di congrua dote , la somma di Lire Italiane ventitremilanovecentoquarantasette, e centesimi ottantaquattro (23947,84) ossia Francesconi quattromiladuecentosettantasei e Paoli quattro compreso il corredo. Contemporaneamente il Sig. Ing. Dott. Bernardo Santini confessò di avere ricevuto dal Sig. Dott. Cosimo Niccoli il corredo della sua futura sposa pel concordato valore di Lire Italiane millecinquecentoquarantasette e centesimi ottantaquattro (1547,84) e quindi ne rilasciò quietanza al prefato Sig. Niccoli. Ed all’oggetto di assicurare la conservazione e la restituzione nei casi di ragione della detta somma di Lire Italiane 1549,87 rappresentata dal corredo della Sig.na Antonietta tanto il Sig. Dott. Bernardo Santini nel proprio interesse, quanto il Sig. Antonio Santini coerentemente conferitegli dal di lui Padre Dott. Gio. Battista Santini nel succitato atto di procura obbligarono quanto il primo nominato, Dott. Bernardo, i suoi beni presenti e futuri, e quanto al secondo nominato, Antonio quelli del suo Sig. rappresentato limitatamente però alla quota che dopo il decesso del medesimo, cioè del Dott. Gio. Battista Santini, potrà dovessi al suo figlio Dott. Bernardo.Rilasciata la presente per servire alla accensione della opportuna iscrizione ipotecaria soltanto. Barga questo di cinque ottobre milleottocentosessantuno.

Dott. Giuseppe del fu Luigi Salvi Notaro Regio residente in Barga.

 

La lettera che segue, scritta da Bernardo al suocero Camillo Niccoli, durante la trasferta di Messina, luogo di uno dei molteplici incarichi professionali che ne fecero uno dei più stimati ingegneri d’Italia, ci mostra l’armonia che regna all’interno della famiglia anche negli interessi economici.

 

Messina 14/11/1883

Caro Cosimo

Il giorno innanzi che mi pervenisse la carissima vostra del 7 corrente ricevvi una lettera di Pompeo Biondi, colla quale mi dava la notizia della morte del S.martini. Povero S.martini! .. me n’è rincresciuto, tanto più che la sua robustezza e la sua età non poi tanto vecchia promettevano una più lunga vita. Ma quanto s’ingannano le previsioni umane di fronte agli eventi ed alle disposizioni della natura!..Sta bene, colla morte di Adriano l’usufrutto ch’egli godeva dopo la morte della povera zia Maria è devoluto ora alle 3 eredi Antonietta, Marianna e Quintilia. Io vi ringrazio della premura colla quale mi annunziate questa circostanza e mi domandate chi deve rappresentare me e l’Antonietta. Nessun miglior  rappresentante di voi, caro Cosimo; per cui, se non vi son incompatibilità legali e a voi non grava questa rappresentanza, voi siete in nostro delegato. Se poi non voleste pigliarvi questo fastidio, allora Salvo potrebbe fare due atti in commenda rappresentando Quintilia e Antonietta. Riguardo ai frutti tenete pure voi ogni cosa, che così con più sicurezza saranno conservati. Le cose in casa seguitano bene, fuori anche non c’è male, vuol dire che son contento del soggiorno di Messina e dell’Ufficio, quantunque non manchi il lavoro e non poche brighe. Domani vado in gita a visitare lavori stradalie starò fuori 3 o 4 giorni, la stagione è bella e la temperatura calda pel modo ch’io sono ancora vestito da estate. I soliti saluti specialmente alla Sig.ra Marianna, a Quintilia e Salvo. Se Tonino (Antonio Mordini) è a Barga salutate tanto anche lui; ma forse sarà già a Roma. L’Antonietta vi saluta caramente; io faccio altrettanto.

Sono di fretta, vostro affezionato Bernardo Santini.

 

Bernardo Santini morì nella sua Castiglione il cinque febbraio del 1913.                

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