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IL PALAZZO GIORGI A BORGO A MOZZANO

on 8 maggio 2011 in Palazzi Storici

BORGO A MOZZANO AI PRIMI DEL ‘900

Buone notizie per tutti gli appassionati di storia:

La nostra valle, si riappropria di un importante bene artistico, il palazzo Giorgi, ubicato a Borgo a Mozzano.

IL PALAZZO GIORGI IN UNA CARTOLINA D’EPOCA

IL PALAZZO GIORGI OGGI DURANTE I RESTAURI

Questo palazzo che, come dicono gli storici, “trasuda storia da ogni mattone”, segna un altro importante recupero edilizio nel panorama artistico locale.

Il connubio tra Soprintendenza ai Beni Culturali  e Kasa Immobiliare SRL, (che nel suo curriculum, può vantare,  come fiore all’occhiello, lo stupendo recupero del palazzo di Via del Giardino a Barga), ha restituito all’originale splendore questa residenza estiva di una delle famiglie più altolocate di Lucca.

La nobile famiglia Giorgi, aveva la propria residenza principale nel palazzo, oggi sede dell’Archivio di Stato, in Piazza Guidiccioni a Lucca.

LO STEMMA NOBILIARE DELLA FAMIGLIA GIORGI

Durante il periodo estivo, si ritirava nella tenuta di campagna, nel centro storico di Borgo a Mozzano, nelle immediate vicinanze del celebre Ponte del Diavolo.

PONTE DEL DIAVOLO O DELLA MADDALENA

Le residenze estive delle nobili famiglie lucchesi erano disseminate sulle colline nell’immediato circondario di Lucca, famosissime sono quelle nella zona di Marlia e Segromigno, infatti la tradizione della vacanza al mare, così come la conosciamo oggi, risale alla fine del XIX° secolo, anche a causa dell’insalubrità delle coste versiliesi  prima delle bonifiche.

Anche il Granduca di Toscana, titolare dei diritti sul Vicariato di Pietrasanta e del suo circondario, dimorava, nelle sue vacanze  marine, al palazzo Mediceo di Seravezza, che non può certo definirsi in riva al mare.

La peculiarità del palazzo Giorgi, oltre alle altre pertinenze esterne, dal giardino, strutturato secondo i canoni del “giardino all’italiana”, su più livelli, con vasche, viali e ninfeo, dalla limonaia, è data dall’ottocentesco busto di Papa Pio VII°.

LA FACCIATA DEL PALAZZO E L’INGRESSO DEL GIARDINO

Papa Pio VII°, subì l’esilio francese da parte di Napoleone.

Alla caduta di quest’ultimo, con la sua restaurazione nella sede romana, la famiglia Giorgi, amica di famiglia del Papa, per solennizzare l’evento, come suggello di questo rapporto privilegiato, fece erigere questo monumento.

IL BUSTO DI PIO VII°

La leggenda popolare, tramandata oralmente, riporta che questo palazzo, fu tappa durante il viaggio di ritorno verso Roma dello stesso Papa, ma a questa diceria non si è trovato riscontro ufficiale, molto più probabile un soggiorno, magari prima della elezione al Soglio Pontificio.

Il monumento venne collocato in origine al centro della strada, allo scopo di rallentare il passaggio delle carrozze e ostentare lo stretto legame tra i Giorgi e la massima autorità spirituale sulla terra.

Esigenze pratiche ( la via era, prima delle varianti apportate al tracciato nell’immediato dopoguerra, parte integrale della Via Lodovica, l’arteria principale per la Garfagnana) ne hanno disposto il trasferimento nell’attuale sede, al fianco della strada.

L’intero complesso, unito al palazzo, arricchito da pregiate pitture, opera di quel Francesco Bianchi, pittore di corte del Duca Carlo Lodovico di Borbone,  ha ottenuto il riconoscimento, da parte delle Belle Arti, di edificio di interesse culturale.

FREGI

FREGI

PARTICOLARE DELLA SERRATURA

IL CAMINO

LA TERRAZZA CON GLI ARCHI

A completare la nostra ricerca, bisogna ricordare che questo edificio ospitò, durante la seconda guerra mondiale, la sede tecnica della Todt, l’organizzazione incaricata della costruzione dei presidi difensivi della Linea Gotica, questo è testimoniato anche  dalla realizzazione di un rifugio antiaereo, il cui accesso è tutt’ora visibile, anche se interdetto per ovvie ragioni di sicurezza, nella collina sul retro del palazzo.

La Linea Gotica era un imponente struttura fortificata, una sua sezione venne costruita, secondo le disposizioni dell’esercito tedesco, a Borgo a Mozzano, allo scopo di contrastare la risalita alleata lungo la penisola.

Lo sfondamento del fronte, sul tratto appenninico, determinò l’arretramento della linea difensiva sulle montagne lungo la direttrice Vergemoli-Molazzana-Sommocolonia e l’abbandono della struttura che si è potuta così conservare integra fino ai giorni nostri.

Le fortificazioni sono visitabili, grazie ad una associazione che ne ha curato il recupero.  Informazioni sugli orari di visita le potete trovare contattando la Proloco di Borgo a Mozzano, al numero di telefono 0583888881 oppure inviando un messaggio e-mail a

[email protected]

Approfondimenti sulla storia del palazzo Giorgi, oltre a una stupenda photogallery, li trovate sul sito

www.kasaimmobiliaresrl.it

Potete accedervi direttamente da questa pagina cliccando sull’indirizzo qui sopra.

A tutti coloro che si adoperano per la promozione e il recupero del nostro patrimonio artistico e culturale va il nostro plauso, perché in questi tempi di ristrettezza economica, dove si registrano dal governo centrale sempre più tagli al settore cultura,  l’intervento dei privati risulta fondamentale per la salvaguardia delle nostra radici.

VECCHIE IMMAGINI DI BORGO A MOZZANO

 

 

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