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Il SS.mo Crocefisso che si venera nella chiesa di S. Pietro in Castelnuovo

on 1 luglio 2012 in Il Giornale di Castelnuovo

E’ DISPONIBILE NELLE EDICOLE L’ULTIMA EDIZIONE DEL “GIORNALE DI CASTELNUOVO”

QUESTO IL NOSTRO ARTICOLO DEL MESE SCORSO.

Il SS.mo Crocefisso che si venera nella chiesa di

S. Pietro in Castelnuovo

 

Estratto della pubblicazione curata in occasione delle feste

tenute dal 21 agosto al 19 settembre 1937.

 

ICONOGRAFIA DEL SIMULACRO DEL SS.mo CROCEFISSO

 

Il 3 aprile 1563, all’opera laicale della Chiesa di S. Pietro di Castelnuovo, fu donato dalla Compagnia di S. Croce un’Immagine di rilievo del Crocefisso in asta.

Questa fu collocata nella facciata del muro del coro, dove era tenuta in grande venerazione.

Varie sono le notizie sulla devozione che i castelnovesi e i garfagnini ebbero ed hanno per il loro “Crocefisso” che si ritiene di fattura quattrocentesca di un certo Arrighi di Castiglione, valente intagliatore in legno.

Mons. Lino Giannini, Abate Mitrato di Castelnuovo, in una sintesi della Storia del Volto Santo di Lucca, pubblicata nel “Bollettino Parrocchiale” di Castelnuovo, nei numeri 11 e 12 novembre 1935, opina che il Simulacro del Crocefisso sia figlio dello stesso pensiero e della tecnica del Volto Santo di Lucca.

Persuaso della sua tesi, concluse: “La Santa Sindone di Torino ci dà i lineamenti del Volto di Gesù, gli stessi lineamenti, benché abbozzati, li troviamo nel Volto Santo di Lucca e ciò comprova la verità della tradizione popolare circa l’origine della detta immagine.

Gli stessi lineamenti li abbiamo ancora nel SS. Crocefisso di Castelnuovo, noi pure castelnovesi dobbiamo quindi esclamare: oh che bella fortuna è toccata a noi pure d’avere nella nostra città una così mirabile Immagine del SS. Crocefisso”.

Il 15 febbraio 1764 durante i restauri alla Chiesa di S. Pietro, fu tolta anche la predetta Immagine dal suo posto, nel 1767 fu collocata sotto la mensa dell’altare dello Spirito Santo.

Si ottenne poi un’indulgenza di 40 giorni per chi l’andasse a visitare, ed ivi rimase fino al 2 maggio 1779, nel tal giorno fu portata in processione al fine di avere la sospirata pioggia che subito fu ottenuta.

La Garfagnana da otto mesi languisce in miseria; ed in mezzo all’universale angoscia, gli avi nostri rivolgono i loro sospiri e clamori alla Sacra Immagine e le lagrime dell’affanno si cambiarono tosto in lagrime di tenerezza.

In una lettera del 23 giugno 1779 il Governatore della Garfagnana informava il Duca di Modena in merito alla grande devozione che si aveva a quel Simulacro.

Al giovedì, giorno di mercato, la Cappella è sempre piena di devoti montanari, niuno entra in S. Pietro senza poi andare ad inginocchiarsi a quella miracolosa effige.

Il numero di fedeli, che da tutta la Garfagnana, si prostrarono fiduciosi nelle private e pubbliche sventure, crebbe di giorno in giorno, cosicché venne stabilito d’ingrandire la Cappella nelle adiacenze del vecchio cimitero.

Eseguiti gli opportuni lavori e decorata di marmi, bassorilievi, fregi e disegni a colori,  dipinta dal pittore Davide Franchi di Castelnuovo, verso la fine del 1852, essa fu aperta al pubblico.

Venne ornata di bei monumenti sepolcrali di vari benemeriti cittadini e nel 1897 l’entrata di essa, per la parte della chiesa fu riadattata ad arco e fatto l’impianto in cemento.

 

ORIGINE DELL’ARCICONFRATERNITA

 

La Venerabile Arciconfraternita del SS.mo Sacramento della Chiesa di S. Pietro è stata fondata il 5 giugno 1578, con solenne Bolla di erezione di Papa Paolo III,  nobilitata in seguito del titolo di Arciconfraternita da  Leone XII, Bolla Pontif. 20 agosto 1825,  e aggregata a quella di Roma concedendole tutti i privilegi riconosciuti alla Arciconfraternita di S. Maria di Minerva.

Negli atti della sacra visita del Card. Spinati di Lucca nel 1679 è scritto “Appresso la chiesa di S. Pietro  è annesso un piccolo Oratorio di attinenza della Compagnia del SS.mo Sacramento dedicato allo Spirito Santo, nel quale si entra da una porticella vicino all’altare di questa Compagnia.

Quivi è il suo altare ornato e provveduto di tutti i requisiti necessari per il S. Sacrificio della Messa, che si celebra per indulto dello stesso Cardinale”.

Le maggiori famiglie nobili di Castelnuovo si affiliarono a questa Società,  con lasciti e le disposizioni testamentarie.

Durante il periodo napoleonico (1797) essa  fu spogliata delle sue proprietà e soppressa totalmente, fu ricomposta nel 1815 con nuove determinazioni nel 1820 e 1824.

Fra i capitolati dell’Arciconfraternita, il 26° dice: ogni 9 anni verrà portato con solenne pompa processionalmente il SS. Crocefisso, ed ogni 3 anni lo esporrà sull’altare maggiore e senza processione.

La quarta domenica dopo Pasqua d’ogni anno, nella Cappella del SS. Crocefisso viene celebrata una messa parata; e per tutto il giorno esso rimane alla pubblica venerazione.

Feste solenni, di musiche e luminarie si ebbero negli anni 1779, 1826, 1834, 1855, 1890, 1913, con processione e 1917, 1922 con esposizione e missione.

In queste occasioni era consuetudine anche dare alle stampe delle pubblicazioni.

Dal Cav. Capitano Antonio Tonelli di Castelnuovo Garfagnana è pubblicato il Cento un “Sonetto” Nella faustissima circostanza che nella città di Castelnuovo, per zelo e cura dell’alma Arciconfraternita del SS. Sacramento si porta processionalmente con solenne e decorosa pompa il miracoloso Simulacro del SS. Crocefisso  che si venera nella Cappella dello Spirito Santo  il giorno 25 giugno 1826, tempo tristissimo in cui il tifo e la carestia affliggevano la provincia della Garfagnana.

Nel 1817 e nel 1884, la Garfagnana è colpita dal colera, il popolo impaurito ricorse ancora una volta al Divino Protettore.

L’otto di giugno del 1855, si tenne una Processione solenne del SS. Crocefisso per lo scampato pericolo dal colera che mieteva vittime nelle città limitrofe mentre Castelnuovo ne fu esente.

 

REGALI FATTI AL MIRACOLOSO SIMULACRO

 

Il Prof. Francesco Carminati , il 27 agosto 1836, offrì in dono un cartello ed in diadema d’argento lavorati in Firenze dall’orefice Salvatore Morelli del valore di Lire 1287,15.

L’Arciconfraternita con l’aiuto dei fedeli, nel 1840, fece eseguire il perigono, i raggi e testate che adornano il SS. Crocefisso; il tutto del valore di Lire 5146,97.

Nel 1856, la Comunità di Castelnuovo, gli fece un dono di un paramento sacerdotale; con la seguente lettera accompagnatoria:

 

Comune di Castelnuovo                                                                                     11 aprile 1856 – N.237

Il Podestà

 

Cessato il desolante flagello del terribile choleras morbus, che nell’autunno del prossimo decorso anno ci affliggeva, questa comunità, secondando i propri spontanei impulsi, che conformi ai generali unanimi voti, de’ quali si faceva interprete  determinavasi di offrire al SS. Crocefisso che si venera in codesta Cappella dello Spirito Santo un paramento da Sacerdote, di broccato d’oro, in rendimento così di grazie all’Altissimo per essere degnato di non aggravare sulla nostra città i funesti effetti dell’accennato morbo micidiale.

Realizzato ora il concepito ed applaudito pensiero della offerta colla provvista del riferito paramento, la cui spesa è stata per intero sostenuta dalla sola Sezione di Castelnuovo, coi debiti superiori permessi e collaudo, è data a me la compiacenza di trasmettere alla S.V. Ill.ma perché sia destinato a far parte degli altri sacri arredi che si rendono necessari e concorrono a favorire il maggior decoro del culto in detta Cappella, la quale ancora veramente con tanto lodevole zelo, che vede protetta e favorita da cotesta alma Confraternita di cui Ella ne è ben degno Priore.

 

Il Podestà – ft Turri                                                                                         Il Segretario – ft Bonini 

 

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