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PIETRO ANGELI

on 22 aprile 2017 in Personaggi Illustri Bargei

pietro

ECCO COME PIETRO ANGELI CI VIENE  DESCRITTO DA GIUSEPPE SALVI, COMPONENTE DEL CIRCOLO GIOVENTU’ STUDIOSA DI BARGA.

8 SETTEMBRE 1893

E’ col rendere omaggio all’ispiratore della Gerusalemme Liberata che il nostro circolo solennizza il primo anniversario della sua fondazione.

Ed in vero, io credo che modo migliore non poteva esso scegliere per dare principio a questa festa paesana che coll’evocare la grande figura dell’Angelio, di questo erudito poeta latino,guerriero, marinajo, astronomo e storico famoso, gloria non solo Barghigiana ma dell’Italia intera.

Il celebrare e l’onorare gli uomini sommi che colle opere e col senno contribuirono ad illustrare la patria nostra; il rivendicare la memoria dei nostri concittadini, che a torto furono dimenticati, è compito sacro e le società liberali e il popolo che oggi prende parte a questa festa fraterna dimostra non solo l’unione e la concordia che saldi unisce gli animi nostri, ma  da ancora prova irrefragabile della sua civiltà, dei suoi nobili sentimenti, e dimostra  essere un popolo di alte e pure intenzioni, e, che ha coscienza di se.

La terra di Barga in ogni tempo ebbe cittadini insigni per vasto ingegno, nelle lettere, nelle scienze, nella pittura, nella meccanica e per sommo valore nelle armi, si che nell’Ateneo pisano 12 Barghigiani in diverse discipline insegnarono alla numerosa scolaresca ivi radunata; e medesimamente da varie corti di Europa erano ricercati e stimati per somma perizia nelle armi, valorosi capitani figli anche essi di Barga.

Né, nomi di nostri compaesani sono sconosciuti nella grande epopea del risorgimento nazionale, i nomi scolpiti in quel marmo ce lo confermano, e fanno prova evidente che il sentimento patriottico è stato sempre vivissimo nel popolo nostro, i cui figli gli han dimostrato che sanno anche morire per la patria.

Ma neanche ai nostri avi quantunque vissuti in tempi diversi dai nostri fu ignoto l’amore per la libertà e per la patria.

Fra questi, primo possiamo annoverare Pietro Angelio:

Egli fu dotato di animo ardito e generoso; tredicenne ancora egli impugnava la spada a capo della milizie Barghigiane.

L’animo indomito e la carità di patria furono sue spiccatissime virtù e il suo braccio volò sempre a combattere pel buon dritto e pel suolo natale, e una volta immeritata offesa, fatta da un Francese, al nome dell’Italia, egli lavava nel sangue dell’insolente straniero.

Ma volgevano allora tristi sorti per l’Italia, essa era precipitata nella barbarie, umiliata, derisa, calpestata dallo straniero che colla verga e col patibolo reprimeva e tentava di soffocare ogni sentimento patriottico, ogni aspirazione di libertà, erano ancora tempi immaturi ed i grandi uomini, quali Pietro Angelio, non poterono neanche sperare all’unità della patria perché il pensare ad essa non sarebbe stato che un sogno, tanto era l’abisso in cui si trovava l’Italia che anche le menti più nobili non poterono dare sfogo ai loro sentimenti.

Ora però che respiriamo l’aura mite della libertà, si inizia una era splendida di gentili ideali e generosi propositi, negli studi come nel pensiero sorgono idee giganti, e dall’un canto pugna una balda falange di insigni scrittori a rivendicare la dignità della nostra patria letteratura; dall’altro pugna una valorosa legione di prodi a ispirare nella santità della propria causa la fiducia e la speranza di un avvenire sempre migliore per il popolo, noi pure vogliamo prendere parte a codesto movimento, a codesta reazione di coscienze che spicca un volo sublime nelle serene regioni del meglio.

Ma perché questo volo non si converta in quello di Icaro, dove dovremo temprare le ali ?

Nel passato, studiare gli uomini grandi e sforzarsi di imitarli, rivendicarne la memoria per onorarla secondando così un alto sentimento di dovere.

Noi componenti del Circolo, però, naturalmente da soli non ne abbiamo le forze, sarebbe pressoché una pretenzione da eroi e gli eroi hanno ben fatto nel loro tempo.

Noi nella coscienza delle nostre debolissime forze ci lusinghiamo solamente di poter rispondere ad un desiderio di molti.

E ci basta!

Solo per cominciare una volta a calcare questa via migliore, facciamo voti e con ogni sforzo ci adopereremo affinché questa PIETRA possa risvegliare nei nostri petti i generosi sentimenti di chi rammenta e induce il nostro paese ad innalzargli un bengiusto e meritato monumento che eterni la memoria di questo nostro insigne concittadino, letterato, storico.

Poeta, e ispiratore della Gerusalemme Liberata, e guerriero che disprezzò la sua vita per l’onore dell’Italia.

A tale scopo si è già costituito in Barga un comitato, e voglio sperare che le differenze dei partiti, che per lo più non si conciliano in un solo scopo e non si stringono la mano per il comune benessere faccia in questo caso un eccezione e i Barghigiani  tutti concorrano a porgere il loro contributo per compiere questo sacro legato che ha il paese natale di Pietro Angelio.

La corona che noi depositiamo alla memoria del gran letterato possa servire da auspicio perché col tempo gli vengano rese onoranze maggiori, e dimostri che in noi vive inalterabile la memoria di Pietro Angelio.

IL BUSTO

STAMPA NELLA RICORRENZA DELL’INAUGURAZIONE DEL BUSTO

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DISCORSO DI RINGRAZIAMENTO DEL COMITATO

PRO-MONUMENTO A PIETRO ANGELIO

27 SETTEMBRE 1896

 

 

Il comitato costituitosi tre anni or sono per iniziativa degli studenti Barghigiani per innalzare un monumento a Pietro Angelio, ha compiuto l’opera sua.

Il concorso di tutta la popolazione festante e plaudente, l’intervento delle molteplici  associazioni , la partecipazione a questa festa di tanta e così elette notabilità e in specie dell’illustrissimo prof. Giovanni Pascoli è il premio più ambito del comitato, è la prova che l’opera sua ha incontrato l’approvazione generale .

Il comitato ringrazia tutti coloro che hanno coordinato nel compito assuntosi e specialmente poi ringrazia quelli che hanno contribuito a rendere più solenne questa festa di inaugurale onorando così la memoria di Pietro Angelio e il suo paese natale.

Segnatamente poi ringrazio l’Illustrissimo prof. Pascoli che colla parola sua dotta ed ornata in modo inarrivabile  e degno della sua fama letteraria Europea ci ha parlato del nostro concittadino.

Noi del comitato alla fine del nostro compito, lieti del successo di vedere coronata l’opera  nostra consegniamo alla cittadinanza di Barga, rappresentata dal suo Municipio questo monumento sicuri che esso lo terrà fra le cose più preziose e più care.

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